4 Novembre 2019 Mostra della 1^ guerra Mondiale

La grande guerra sui fronti Ortles-Cavedale-Adamello a cura dell'Avv. Federico Vido.  

Le memorie fotografiche della Prima guerra mondiale

La Prima guerra mondiale ha rappresentato un punto di svolta nel modo di documentare, sia per iscritto che con le immagini, gli avvenimenti accaduti sui diversi fronti europei nel periodo 1914-1918. Di nessun conflitto precedente infatti possediamo una mole così imponente di testimonianze scritte: lettere, cartoline, diari vergati da parte di centinaia di migliaia di combattenti; ma è stata la fotografia - a settantacinque anni dalla sua invenzione -, ormai sufficientemente evoluta dal punto di vista tecnico, ad assumere il ruolo di principale testimone degli eventi.
Il patrimonio fotografico della Grande Guerra si può dividere in due tipologie: le immagini ufficiali scattate per conto delle autorità che, dopo un'accurata scelta da parte di un apposito ufficio di censura, se ne serviva sia per documentare le fasi della guerra, sia per alimentare la propaganda e quelle molto più interessanti per uso personale, scattate non solo dai civili che vivevano in zone coinvolte dalle vicende belliche, ma anche dagli stessi militari impegnati al fronte. ( foto mostra) --- (Relazione pdf)

Le istantanee scattate dai sodati, fotografi dilettanti, come ricordo o documentazione privata, sono molto variegate e composte principalmente da immagini che ritraggono quasi sempre momenti tranquilli della vita quotidiana, il riposo nelle retrovie, e momenti di compagnia con i commilitoni, mai nessuna operazione militare perchè il piú delle volte erano spedite ai familiari e, comunque, al fronte vigeva un severo divieto di ritrarre le linee di combattimento. Sono quegli scatti unici, originali e diversi, di quei testimoni oculari che costituiscono oggi il patrimonio iconografico più prezioso della Grande Guerra.
Per questa ragione, a parere di molti storici, le fotografie ufficiali conservate nei musei che ritraggono principalmente le operazioni militari risultano essere meno emozionanti di quelle conservate gelosamente dai reduci che tenute a lungo nascoste e riservate alla visione di pochi parenti o amici,sono state messe dai parenti a disposizione del grande pubbico solo dopo la loro morte.
Non tutti gli eredi, però, hanno saputo apprezzare il valore storico e documentario di certe immagini così molte testimonianze sono andate distrutte.
Le fotografie ed i primi filmati sono la testimonianza più vera, autentica e straordinaria di quella pagina di storia perchè hanno permesso di avvicinare il grande pubblico e rivivere dal vivo le atrocità della guerra che fino a quel momento sentivano solo raccontate dai reduci.
L'ausilio prezioso della digitalizzazione ha permesso di mantenere intatto questo patrimonio e salvarlo dalla distruzione totale ridando vita alle fotografie che molto spesso apparivano logorate sui supporti cartacei o sulle originali lastre di vetro, oltre che inesorabilmente sbiadite dall'azione del tempo.

 

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